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lunedi1 luglio 2013

41° LUNEDI SOSTENIBILE – network for greener cities
IL FUTURO DI BOVISA E’ IMPORTANTE PER TUTTA MILANO
 c/o Coltivando – L’orto conviviale al Politecnico di Milano
,Campus Bovisa, entrata da via Candiani 72.
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 Dall’orto del Campus universitario Durando alla  mobilitazione dei cittadini per salvare l’area verde della Goccia, dalle zuppe melting pot di ZUP ai sabati di buone pratiche promosse dal Polimi DESIS Lab del Politecnico di Milano, Bovisa si impegna per un rinascimento verde. Ne abbiamo  parlato in un bel momento di condivisione di progetti green partecipati.
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coltivando
>Il campus Durando Bovisa del Politecnico di Milano si apre alla città e al quartiere con proposte di partecipazione. Attorno alle aiuole orticole di Coltivando (http://www.coltivando.polimi.it/) i protagonisti del progetto – docenti, studenti e cittadini del quartiere -hanno presentato l’attività svolta, gli ortaggi che crescono e i processi partecipativi che hanno reso possibile l’orto. Abbiamo passeggiato tra le aiuole, ammirato gli ortaggi, scambiato pareri da agronomi per vocazione.
Coltivando è nato come spazio di relazione tra l’Università e il quartiere, ogni sabato è aperto a tutti per la coltivazione dell’orto che si può visitare ogni giorno essendo il campus uno spazio pubblico. Per gli studenti del Politecnico è stato una occasione di eco design, al progetto partecipano una trentina di abitanti del quartiere.  Il raccolto degli orti è diviso tra chi coltiva. Davide Fassi, docente coordinatore del progetto, ha illustrato anche  “il Sabato della Bovisa”,  un appuntamento con cadenza mensile dedicato alle buone pratiche che coinvolge associazioni e abitanti del quartiere.  Durante i “sabati della Bovisa” si propone dal book crossing al tricot creativo, dallo swapping di abiti, al pilates sul prato, l’appuntamento è organizzato dal Polimi DESIS Lab  con la collaborazione di  POLISOCIAL .
Anna Meloni, docente di design dei servizi, ha ricordato il lavoro di progettazione svolto da quaranta studenti in supporto degli agricoltori urbani in collaborazione con Cascine di Milano che è stato presentato in Cascina Cuccagna . Gli studenti si sono impegnati su temi concreti e hanno generato  proposte di servizi di  supporto per orti in condominio, orto-terapia e una rete virtuosa tra coltivatori e ristoratori,

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> Noemi Satta di ZUP (zuppa urban project) ha raccontato la difesa del giardino tra via Carnevali e via Tartantini, che da quaranta anni era usato come discarica abusiva, attraverso la formazione di un comitato di cittadini.  Anche se il problema dei rifiuti si ripresenta regolarmente ora il giardino ha una energia dolce, da paese, delle panchine egrazie all’aiuto dell’associazione Il Giardino degli aromi delle piante curate dai cittadini Noemi Satta, che vedetenella foto in alto mostrare una comunicazione, consulente di marketing territoriale e di marketing culturale, esperta di sviluppo partecipativo è l’anima di ZUP  , che è anche un progetto di rigenerazione urbana attraverso il cibo, la cultura e la creatività. Opera nell’area Dergano, Bovisa, Imbonati. ZUP ha promosso esplorazioni del territorio, workshop e una raccolta di ricette con gli ingredienti del territorio, cibo ma anche stati d’animo, ricordi, paesaggi. Ne è uscito un ricettario sociale e poetico. Gli esercenti del quartiere hanno aderito al progetto offrendo in varie occasioni “le ricette del quartiere”, un partecipazione spontanea del valore di almeno 10.000 euro . Lo scopo di ZUP è stimolare la riappropriazione da parte degli abitanti del loro quartiere con la cura del territorio e le iniziative culturali. Come strumento e come metafora ZUP usa la zuppa, perché è un piatto che esiste in tutte le cucine del mondo.La zuppa è semplice solo in apparenza, rappresenta simbolicamente il mix e la continua trasformazione della città. La zuppa diventa un modo per raccontare, per creare occasioni di incontro, per lanciare nuove idee sulla vita in città. http://progettozuppa.wordpress.com/
ZUP collabora con il Politecnico in progetti volti a ripensare lo spazio pubblico e la partecipazione.
ZUP
> Il comitato la Goccia, che sta difendendo il patrimonio arboreo che esiste sull’area di Bovisa chiamata la Goccia ha spiegato le ragioni di questa battaglia. La massa arborea esistente sulla Goccia di Bovisa è paragonabile – leggermente più piccola, ma non di molto – alla massa arborea del parco Sempione. Nessuno si sognerebbe di distruggere il parco Sempione ma l’accordo di programma proposto dal Comune  distruggerebbe questa area per costruire una grande quantità di edifici. I cittadini ne difendono il valore verde nel contesto di Milano, considerando che il sistema Bovisa-scalo Farini costituirebbe una risorsa potenziale importantissima per la città di 119 ettari da dedicare al verde. Un potenziale di riqualificazione inestimabile e unico, perché non ci sono altre possibilità di realizzare a Milano un parco di queste dimensioni che si incunei fin nel cuore della città. La Goccia di Bovisa- Farini consentirebbe di collegare  parchi esterni importantissimi come il parco naturale delle Groane esistente a Nord di Milano. Ha illustrato la situazione Francesco Radino, membro del comitato, abitante del quartiere e fotografo che ha documentato l’area dove sono presenti anche importanti edifici di archeologia industriale.  Francesco ha ricordato le “officine creative” che hanno animato Milano prima dell’elezione di Pisapia a sindaco e la speranza di quei giorni di poter contare nella pianificazione del territorio. Assieme ai cittadini del comitato pensa che non c’è nessun progetto di edificazione, per quanto carico di nobili funzioni ed intenzioni, che possa valere una tale prospettiva capace di dare un’impronta decisiva alla qualità della vita di tutta la città .  http://www.comitatolagoccia.org/. Al momento tra i più strenui oppositori alla proposta del comitato è il PD, che nell’area vuole veder realizzato Euromilano,una struttura per le cooperative.
I problemi posti dalla ” goccia ” non sono di facile risoluzione perché l’area è verde (duemilacinquecento alberi ad alto fusto) ma nel suolo fortemente inquinata. Le industrie che operavano in questa zona nel secolo scorso hanno rilasciato materiali inquinanti conseguenti alla lavorazione del gas(è l’area dei gasometri) e di prodotti  chimici. La sua bonifica, assolutamente necessaria se si vuole aprirla al pubblico, è estremamente costosa. Questo è in parte il motivo per cui il Comune vorrebbe cedere l’area a privati e lasciare a loro l’onere della bonificazione. Questo motivo, pur concreto, non giustifica secondo gli abitanti della Bovisa la cementificazione di questa area. Quello che il Comitato la Goccia chiede al Comune è di avere il coraggio di avviare una progettazione partecipata e di confrontarsi con gli abitanti del quartiere. Una proposta è provare ad accedere ai fondi europei per la riconversione delle aree dismesse e di conservare il verde e gli alberi, un pezzo di natura in città, indispensabile polmone di area pulita.
Il comitato la goccia chiede ai cittadini di Milano appoggio e partecipazione alla loro attività di difesa dell’area.
grania escuela ecologica
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L’economista colombiano Jeorge Forero ci ha partato di difesa della terra e delle economie contadine in Colombia con l’intendo di stabilire contatti progettuali.Specializzato in investigazione sociale sui conflitti per la terra e i territori in Colombia, coordinatore dell’area di comunicazione del Collettivo Agrario Abya Yala dell’Università Nazionale Colombiana ci ha raccontato i Piani di Vita, Piani di Etnosviluppo e Piani di Ordinamento Territoriale Autonomo delle comunità afrocolombiane, indigene e contadine . Il Collettivo  appoggia proposte di attivisti di origine rurale come la Granja Escuela Agroecológica Mutualitas y Mutualitos<http://ecoescuelamutualitos.blogspot.com/> di Bakatá o il processo di Produttori Agroecologici della Pradera in Subachoque<http://colectivoagrarioabyayala.blogspot.mx/search/label/Pradera> e svolge le sue attività nella prospettiva di dare impulso alle testimonianze di questi contadine/i, appoggiare le loro reti di solidarietà e insieme continuare nella formulazione ed attuazione di proposte. http://colectivoagrarioabyayala.blogspot.com/
In Colombia dopo 65 anni di guerra 6 milioni di abitanti, per la stragrande maggioranza contadini, sono sfollati e nutrono il desiderio di ritornare alle loro terre e alla  vita campesina.  Cresce il movimento dal basso che chiede pace, e le iniziative come la fattoria Escuela Ecologoica Mutualitas e Mutualitos ( di 1800 m2 che si trova in Bogotà) che cerca di conservare la cultura contadina degli sfollati, prima che vada persa. Sono realtà basate sul lavoro volontario che hanno bisogno di contributi. Si oppongono allo sfruttamento della terra, tra gli altri al progetto Kimbo di Enel, la costruzione di una diga che porterebbe alla perdita di un largo territorio agricolo.
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Dopo l’aperitivo sul prato, con il vino di Mariella di Orto Diffuso e i Chutney di Geraldina di Zucche Vuote, ultimo giro nell’orto per raccogliere qualche ortaggio. Nella foto Davide Fassi , docente del politecnico, Emina Cevro Vukovic, di Lunedi Sostenibili, Alessandra Mauri,  ex Darsena Pioniera. L’incontro è stato organizzato con la collaborazione di Tommaso Grassi, foto sotto, che partecipa sia al team di Lunedì Sostenibili sia a quello di Coltivando.
tommaso il sabato della Bovisa

lunedì 17 giugno 2013

40° LUNEDI SOSTENIBILE- network for greener cities
PROGETTIAMO INSIEME UN PARCO POP – ​POPOLARE PARTECIPATO

 

 Nell’anfiteatro di Balle di Fieno del Parco POP -Parco del Pini Oltre il Pioppeto - Affori

 Entrata dal giardino pubblico di Via Bovisasca

Tra i mille e più alberi dell’area verde Litta Modigliani la counselor Rossella Pisoni ha condotto un workshop gratuito  improntato sull’amore per la terra e la fiducia. Sara Costello, presidente dell’associazione Il Giardino degli Aromi Onlus, ha illustrato la bellezza, la ricchezza di biodiversità e l’importanza del bosco/raduna. Marina Reissner del gruppo i Seminatori di urbanità, il comitato di cittadini che sta difendendo​ ​l’area dalla cementificazione, ha spiegato come partecipare alla raccolta di idee per valorizzare l’area e trasformarla in u​n parco partecipato. Valentina Castellini, di Lunedi Sostenibili e della rete delle Rape Metropolitane ha lanciato una immediata raccolta di idee. La proiezione del video 20milaNo di Salvatore Laforgia e Paola Longo ha mostrato i cambiamenti in corso nell’area 9 di Milano e il valore ambientale, sociale e culturale dell’aree verdi situate nel parco dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini.  Consorzio colto- Tracce tv con un video ha mostrato la bellezza ambientale e umana del lavoro che si sta svolgendo attorno agli orti del Paolo Pini

 

creare un parco

 

All’entrata del parco ci attendevano le marasche, piccole, profumate, che abbiamo subito mangiato, nel frattempo chi arrivava con i panieri, chi con gli striscioni,chi con il materiale per montare il gazebo dove proiettare il video… nel sole, nel verde, nella partecipazione.

Rossella Pisoni, psicoterapeuta che ha intrapreso un cammino di ecopsicologia,  ci ha offerto workshop, ci ha condotto in una danza in cerchio che onorava la terra, ci ha coinvolti in esercizi di fiducia reciproca, ci ha portato a scoprire tessere di valori da far germinare. Siamo entrati in sintonia con l’accoglienza del luogo.

danza

danze al parco popdanze al parco pop

Sara Costello, agronoma, presidente del Giardino degli Aromi Onlus, ha illustrato la storia del Parco con l’aiuto di un anziano abitante della zona.  Una volta qui si coltivava grano e mais, poi nell’abbandono, da soli sono cresciuti più di mille alberi. Sara ha raccontato anche i primi risultati del progetto di monitoraggio ornitologico del parco promosso dalla LIPU.  Sono già state censite 40 specie, alcune insolite come il picchio verde, picchio rosso maggiore, gheppio, pigliamosche, taccola , parrocchetto dal collare, stiaccino, luì bianco, luì verde, rigogolo, geppio, una ricchezza davvero notevole rispetto l’ampiezza dell’area. Tutto questo dimostra che  effettivamente il parco sembra avere un grande valore in termini di biodiversità, almeno su scala metropolitana. E’ una di quelle aree che vengono definite “stepping stones”, fondamentali in un sistema di rete ecologiche.Il progetto della Lipu prevede di monitorare l’area durante i periodo delle migrazioni  primaverili(marzo, aprile, maggio) quelli di nidificazione (giugno, luglio, agosto), quelli delle migrazioni autunnali (settembre, ottobre, novembre)  e infine d’inverno.uccello

 

Marina Reissner ha illustrato le ragioni del lancio di una raccolta di idee per la valorizzazione dell’area. Si tratta sia di portare avanti proposte che si oppongano al progetto della Provincia, proprietaria dell’area, che vuole venderla per costruire case, palazzoni al posto degli alberi, cemento al posto di biodiversità, in una città dove ci sono 30.000 appartamenti vuoti, sia di fare in modo che l’area sia più collegata al quartiere e più facilmente percepibile e gioibile per i cittadini. Tutte le ragioni e i termini del concorso, a cui tutti possono partecipare, si trovano su www.parcopop.org  . Quanto viene chiesto è sostanzialmente una buona idea, realizzabile con poca spesa, sostenibile, rispettosa della biodiversità del luogo.  Ci sarà un giuria che sceglierà le proposte più idonnee per la realizzazione e ci sarà una mostra delle varie idee in novembre

Aurora, del Giardino degli Aromi, ha pregato di considerare l’accoglienza della fauna selvatica nello sviluppare l’idea per il parco POP, l”area accoglie e dovrebbe continuare ad accogliere uccelli, lepri, volpi e dunque le progettazioni ne devono tenere conto e favorire questo aspetto.

Valentina Castellini ha invitato a presentare subito delle idee , cominciando a scriverle in un tabellone che è stato messo a disposizione, in molti l’hanno fatto e questo si può fare anche direttamente sul sito della raccolta di idee, quindi anche chi non può preparare le due pagine richieste per il progetto può partecipare, magari qualcuno vedendo una buona idea la può sviluppare.

foto dei seminatori di urbanità

foto dei seminatori di urbanità

Salvatore La Forgia e Paola Longo hanno presentato il video *20milaNo che mostra i cantieri e le nuove edificazioni dei quartieri milanesi di Affori, Comasina e Bruzzano per arrivare poi all’area situata nel parco dell’ex ospedale psichico Paolo Pini , nel video una serie di testimonianza dimostrano l’assurdità sociale e ambientale del progetto di edificazione della Provincia sull’area del parco.  https://www.youtube.com/watch?v=OXY1Rkx8egk

Eleonora Capece, Lorenzo Faggi e Ruggero Longoni di Tracce Tv hanno presentato un breve , sette minuti, ma intenso documentario sugli orti del Paolo Pini. Tracce.tv è il portale web che racconta le eccellenze territoriali  attraverso dei brevi video-documentari e itinerari a tema.  Un modo per celebrare il bello e il buono di un territorio attraverso le sue storie, i suoi prodotti, le sue tradizioni e i suoi personaggi. Nel caso degli orti del Paolo Pini i valori di questo particolarissimo territorio, oasi di socialità ,   sono raccontati dagli ortisti , con un linguaggio diretto e coinvolgente, una narrazione fresca, profonda, da vedere e da godere. http://vimeo.com/35009368
Alla fine c’è stato un aperitivo sull’erba, chiacchiere, giochi di bimbi, sorrisi un buon auspicio per Parco Pop

 

dal 9 al 14 aprile goodesign

39° Lunedi sostenibile

DURANTE IL PERIODO DEL SALONE DEL MOBILE

A GOODESIGN  IN CASCINA CUCCAGNA

ABBIAMO ORGANIZZATO DEGLI INCONTRI

e abbiamo celebrato tutti coloro che in questi anni hanno partecipato a Lunedi Sostenibili con un istallazione, aiutati da Carlo Capuccini che ha disegnato per noi delle targhette dedicate alle varie sfaccettature delle anime verdi che hanno collaborato con Lunedì Sostenibili: architetti, designers, ecoattivisti, agronomi, paesaggisti, nuovi contadini, mamme sostenibili, associazioni, luoghi. ….

Le targhette volavano al vento come un ringraziamento e una preghiera collettiva per una città più verde.

goodesign 2013

Giovedì 11 aprile

Dalle 17 alle 18 Laboratorio verde, anche per bimbi, di De.De.p, nel’Agorà. Design democratico e partecipato a cura di Claudia Barana che ha fatto realizzare ai bambini delle piastrelle di argilla. Uno step del progetto di riqualificazione partecipata del muro di Passverd, il passaggio tra via Butti e Via Guerzoni, in zona Dergano. L’idea è appendere al muro lungo tutto il passaggio  le piastrelle realizzate da bambini, artisti, abitanti del quartiere, una operazione corale di riqualificazione ambientale tesa a creare senso di appartenenza.

claudia barana goodesign

Venerdì 12 aprile

17.30 / “Incontri sostenibili, dieci anni di attività, progetti e reti” nell’Agorà di Cuccagna incontro con Lunedi Sostenibi- network for greener cities e  amici del verde urbano (e non solo). La domanda che ci si è posti è: possiamo progettare interventi di riqualificazione urbana che al tempo stesso possano “pagare” le ore che le persone  impegnano? Possiamo uscire dalla dinamica del lavoro sociale appoggiato dai bandi? Si può crescere e vivere senza mamma Cariplo? Il punto di riflessione è: il lavoro nel proprio quartiere/orto può sicuramente essere volontario ma il coordinamento di azioni più ampie richiede professionalità e un investimento di tempo che difficilmente possano rientrare in un impegno solo volontario. Sul tema le opinioni sono state diverse, il dibattito è aperto.

20 – 21 Mappatura degli spazi marginali urbani da convertire in orti /giardini, nell’Agorà, presentazione di Mariella Bussolati di Orto diffuso

Sabato 13 aprile

Dalle 16, Effetto farfalla, nell’Agorà, Geraldina Strino ha presentato un progetto per introdurre le farfalle a Milano.

io e geraldina

Si tratta di piantare delle “piante nutrici” per i bruchi e delle “piante da polline” gradite alle farfalle, nel  sito www.effettofarfalla.net  tutte le indicazioni per partecipare a questo progetto. Il team che lo sta coordinato è composto da  :

Coordinamento generale:
Gustavo Gandini, docente di genetica della conservazione, Facoltà di Medicina Veterinaria di Milano; Presidente della Fondazione Trust the Forest.

Biologia delle farfalle, produzione semi:
Gianumberto Accinelli, entomologo, fondatore di EUGEA srl, spin off dell’Università di Bologna.

Sviluppo di giardini per farfalle in città:
Geraldina Strino, responsabile del settore educazione di Civiltà contadina, Area Milano.
icoloridellorto@libero.it

Dalle 17, L’asociazione il giardino degli aromi, nell’Agorà ha raccontato la campagna per difendere 1200 alberi ad Affori con semi e aromatiche in libera offerta, l’impegno sull’area è coordinato dai “seminatori di urbanità“.http://www.olinda.org/giardinodegliaromi/iniziative/seminatori-di-urbanit%C3%A0-diamo-rifugio-a-volpi-e-galline

Domenica 14 aprile

Dalle 16 Mindfulness e natura, pratica meditativa condotta da Barbara Biscotti. La tesi che ha portato avanti Barbara è che attivare la percezione della connessione e della interdipendenza tra noi e la natura ci aiuta a sviluppare un rapporto di “amicizia” e ” rispetto” che si traduce automaticamente nella preservazione dell’ambiente.

 Dalle 17 alle 18, Alimenti a Km0, Fabio e Barbara Pollini hanno illustrato un portale da loro progettato per incentivare il consumo di cibo a km 0, il portale è gratuito sia per i produttori sia per i consumatori e permette di trovare i produttori biologici più vicini a casa e di sapere quale è la loro produzione. www.prodotti-a-km-zero.it . Un modo di rendere le città più verdi è incrementare l’agricoltura periurbana.

km zero_banner per ecobar-02

Dalle 18 alle 18,30, Claudia Zanfi di Green Island  ha presentato Green Bike

 

 

lunedi 18 marzo 2013

Nelle stanze della settecentesca Cascina Cuccagna – spazio multifunzionale, collettivo per la comunità urbana, punto d’incontro per la sperimentazione di nuove forme di partecipazione e socialità (www.cuccagna.org), abbiamo parlato di piante e della loro capacità di assorbire i VOC, i composti organici volatili che rendono problematica l’aria negli uffici. Non solo, abbiamo celebrato l’impatto di coesione e soddisfazione che può dare un orto aziendale.
cascina cuccagna

38° Lunedì Sostenibile – network for greener cities
Il verde nei luoghi di lavoro- 

Alzare gli occhi dalla scrivania e sorridere alla bellezza dello string garden che scende aereo dal soffitto, finire il lavoro e prima di andare a casa zappare nell’orto aziendale e raccogliere due zucchine per cena. Nuovi scenari, da realizzare subito. Con l’aiuto di alcuni super esperti.
String Garden realizzato dagli studenti di Naba, in fase di allestimento

String Garden realizzato dagli studenti di Naba, in fase di allestimento

Orti d’Azienda ha presentato, per voce del presidente Umberto Puppini, il suo operato teso alla realizzazione di orti aziendali.  E un’Associazione senza scopo di lucro che svolge attività di tutela sociale e ambientale. È stata fondata da soci di diverse età ed esperienze per promuovere e creare progetti in ambiti collettivi che difendono l’ambiente, diffondono la cultura della filiera corta, sostengono la responsabilità sociale nei luoghi di lavoro, riqualificando aree marginali e territori post-industriali. Per realizzare gli orti l’associazione coinvolge le Onlus cooperative agricole specializzate in attività di realizzazione e manutenzione del verde attraverso il coinvolgimento di soggetti deboli.http://www.ortidazienda.org/ https://www.facebook.com/pages/Orti-dAzienda/289501087772271?ref=hl

orti d'azienda

Irene Twentytrees Cuzzaniti, architetto dei giardini e fiorista, ha condotto un workshop pratico sull’arte del kokedama che permette di creare con molta soddisfazione estetica uno string garden Serve poco: muschio, terra da bonsai, una pianta e un po’ di spago. I risultati sono poetici.  In molti si cono cimentati , con grandi sorrisi e fantastici risultati che con orgoglio sono stati portati a casa. Www.cargocollective.com/twentytrees  Www.facebook.com/twentytrees

string garden

lunedì 11 febbraio 2013

37° LUNEDI SOSTENIBILE- network for greener cities

c/o Spazio Pervinca

Teodoro Margherita, per Civiltà Contadina, associazione per la salvaguardia delle biodiversità rurale,  era presente con la campagna “Semi Locali, semi legali” . Il suo è stato un discorso appassionato a difesa del sapere contadino, suffragato da molti dati, ad esempio in Italia c’erano 12.000 varietà locali di riso, oggi ce ne sono 5000 . Una perdita di diversità dovuta all’imporsi dei “semi industriali”, F1-semi ibridati ad alta resa- se concimati chimicamente- che però se seminati l’anno dopo non offrono lo stesso risultato, obbligando di fatto i contadini ad acquistarli ogni volta mentre tradizionalmente dal raccolto si ricavavano anche le sementi. Inoltre oggi la legislazione impone di registrare i semi per poterli commercializzare, il che comporta per i contadini tradizionali difficoltà, sia pure non insuperabili. Non solo, oggi si corre il pericolo che varietà e piante tradizionali vengano “brevettate” impedendone il libero uso. La questione è molto complessa, rimandiamo al libro di Davide Ciccarese, a cui Civiltà Contadina ha collaborato, per un approfondimento. Il senso dell’intervento può essere condensato in una frase molto bella che Teodoro ha detto : ” I semi sono dei bambini, non delle multinazionali, i semi sono la possibilità del nostro futuro”. http://www.civiltacontadina.it/ , http://www.semirurali.net/

salvasemi
Davide Ciccarese, agronomo,  presentando il suo ultimo libro I semi e la terra(edizioni Altreconomiaci ha informato sulle ultime vicende e battaglie della agricoltura contadina,  impegnata non solo a difendere i semi delle varietà locali ma anche a chiedere un cambiamento della politica economica europea (che ora avvantaggia le grandi aziende) affinché i contadini a conduzione familiare possano essere più sostenuti nel portare avanti scelte che difendano un cibo buono. sano, che non danneggi l’ambiente e che crei nuove opportunità di lavoro. Le piccole aziende agricole, la piccola distribuzione organizzata, i progetti locali  spesso funzionano meglio perché hanno bisogno di pochi capitali, perché rispettano l’ambiente e le persone, perché – anche in tempi di crisi-  sono in grado di dare risposte puntando su economia solidale, progetti di filiera corta, rispetto dei territori, semplicità. Chi oggi va in campagna, soprattutto se ha una preparazione culturale alle spalle,  ha la soddisfazione non solo di vedere i frutti del suo lavoro ma anche di difendere il paesaggio, l’ambiente, il sociale, il futuro. Davide ha invitato i presenti, soprattutto i ragazzi che usciti dalle università non hanno opportunità di lavoro, a guardare alla terra. C’è bisogno di un ricambio generazionale: su 1028 aziende agricole del Parco Sud solo 14 sono biologiche.   http://www.nostrale.it/
i semi e la terra

 

Mio Bio, negozio biologico di quartiere, con sede all’ Isola,  specializzato in prodotti freschi a filiera corta. ha parlato delle reti di prossimità alternative alla grande distribuzione. http://www.mio-bio.it/

 

37 lun sost

Nella gara di cucina “Quanto petrolio c’è nel tuo piatto? Chi ne ha meno vince” 
giudice era Barbara Pollini, designer esperta in ciclo di vita del prodotto , del gruppo Nuup, sustainable  creativity,www.nuup.it . Barbara ha ideato con il fratello un sito dove si offre un servizio gratuito che aiuta a cercare il cibo a KM O http://www.prodotti-a-km-zero.it/
Mio Bio ha partecipato alla gara con una focaccia della cascina Santa Brera  http://www.cascinasantabrera.it/  che utilizza le farine autoprodoptte e l’olio di oliva extravergine della cooperativa sociale Terrarossa di Tricase (Le )
http://www.terrarossa.org/ , e ha offerto i nettari di frutta di bosco della cooperativa Insieme di Bratunac Bosnia, http://coop-insieme.com/home.html .
Mariella Bussolati ha presentato pane e formaggi autoprodotti. Giornalista,  autrice di Orto Diffuso,  Mariella è testimonianza di come  per un numero sempre maggiore di persone che si è dedicata alla coltivazione dell’orto in città, dedicarsi alla terra sia un gesto di resistenza che fa bene alla mente e che forma una consapevolezza alimentare di vitale importanza per la salute e l’ambiente. Negli orti non crescono solo rape e fagiolini, ma anche autonomia economica e alimentare, cultura e natura. Di tutto ciò sono stati testimoni il suo pane di farro a pasta madre, fatto con la farina bio  di Alberto Libè, Podenzano (Pc) e i  formaggi freschi preparati con il latte della cascina Campazzo, http://www.provincia.mi.it/parcosud/agricoltura/milano-campazzo.html , latte che Mariella è andata a prendere in bicicletta. I formaggi, entrambi buonissimi, li ha preparati con il caglio vegetale di Rappelli/Tecnolatte, Lodi. Li ha presentati uno avvolto  in foglie di cavolo coltivato nel balcone di casa , l’altro in foglie di salvia sempre provenienti dal balcone,  vegetali concimati con gli scarti di cucinai. http://ortodiffuso.noblogs.org/
Davide Ciccarese ha presentato una delicata vellutata di verdure, coste, cavolo cappuccio e porri dell’azienda agricola Corbari acquistate presso Mio Bio, che per lui, abitante del quartiere Isola è un negozio di prossimità a cui si è recato a piedi.
Tommaso Grassi ha gareggiato con un pane, fatto in casa, con farina integrale biologica di grano tenero tipo “0″ macinata con mulino a pietra – Lasca Simone, Cascina Regina, Langosco PV, sale e acqua del rubinetto. Veramente era un resto di pane, quello avanzato dal we, ma l’ha portato alla gara spingendo l’idea del riuso, non si butta via niente!!!
Nella serata sono state raccolte firme a difesa di  più di un migliaio di alberi di alto fusto, e più di 300 alberi da frutta del Parco Pini minacciato dal nuovo piano del territorio  che minerebbe un sistema riconosciuto e condiviso di progettualità partecipata voluto e sostenuto dai cittadini. Il nuovo  programma di edificazione andrebbe a cancellare anni di intelligente lavoro sul territorio, unico per le sue caratteristiche e prospettive. 
Durante l’incontro degustazione gratuita di vino biologico offerto da vini Baruffaldi-Castello di Stefanago, Azienda Biologica, Vitivinicola Agrituristica Oltrepò Pavese www.baruffaldivini.it

 

lunedì 26 novembre 2012

36° LUNEDI SOSTENIBILE - network for greener cities

c/o Spazio Pervinca

L’agronomo paesaggista Emanuele Bortolotti, autore di Il giardino nascosto, ha mostrato come si possono trasformare cortili anche bui in oasi di verde. La sua è una missione: fare si che la natura si riappropri di spazi normalmente persi o sottoutilizzati per trasformarli e valorizzarli, una guerra al grigio del cemento per il trionfo del verde e di una migliore qualità dell’abitare.


Giulia Bencini, Carlotta Giachino, Laura Corradi, studentesse di Naba  hanno presentato il loro progetto Green H-Earth e condotto un workshop in cui hanno insegnato la tecnica dei graffiti con il muschio. Si tratta di una tecnica facile e poco costosa che può animare i muri della città e dei cortili con messaggi verdi.


Un pollice verde del cortile delle Associazioni di Niguarda ( via Graziano Imperatore 40 ) ci  ha raccontato come abbia trasformato un cortile degradato in uno fiorito tutti i mesi dell’anno
L’ associazione UNZA!  ci ha raccontato come la cura comune del verde, diventando un progetto condiviso, abbia permesso il  dialogo e la vicinanza tra le Associazioni di Niguarda che si affacciano sullo stesso cortile . Le associazioni si trovano però ancora in difficoltà a causa del vandalismo che a volte subiscono le piante. In febbraio organizzeranno un incontro, che comunicheremo, in cui fare una catalogazione botanica delle piante presenti per portere l’attenzione alla ricchezza accumulata negli anni, l’associazione lancerà anche un appello per cercare volontari che aiutino a bagnare le piante d’estate.

Tommaso Grassi ci ha informato sull’iniziativa “Cascine bene comune” organizzato dal Comitato Cascine Milano 2015 che stanno discutendo sulle possibilità che si aprono con l’uscita dellavviso di manifestazione di interesse del Comune di Milano per la raccolta di idee sulla riqualificazione di sedici cascine pubbliche.

Durante l’incontro  tisana alla cannella, zenzero, rose rosse e stevia di Emina e degustazione gratuita di vino biologico offerto da vini Baruffaldi-Castello di Stefanago, Azienda Biologica, Vitivinicola Agrituristica Oltrepò Pavese www.baruffaldivini.it