| Network for greener cities |
I Iunedi sostenibili sono una serata al mese dedicata al verde e alla socialità, un lunedì sera dove associazioni e persone che si occupano di verde urbano etico possono conoscersi, auto-presentarsi, illustrare i propri progetti, cercare eventuali sinergie e, tra amici, bere un buon drink o una tisana.
I lunedì sostenibili nascono per lo scambio di opinioni, conoscenze, informazioni, l’intrecciarsi di progetti e entusiasmi per un sogno comune: città più verdi e vivibili, che abbiano la bio-diversità, la stabilità e la flessibilità degli ecosistemi naturali, città multiculturali, con parchi agricoli, energia pulita, bio-architettura, tetti ricoperti di orti/giardini, città dove ritrovare il contatto con la ciclicità della vita e i suoi ritmi: il tempo della fioritura, della maturazione, della raccolta. Il ricco e pacato tempo degli orti.
| Lunedì sostenibili è un PROGETTO: | Emina Cevro Vukovic |
| con la COLLABORAZIONE di: | Simone Ugolini |
| TEAM PROGETTUALE: | Emina Cevro Vukovic, |
| Araceli de la Parra, | |
| Anna Lagorio, | |
| Elisabetta Tonali, | |
| Simone Ugolini, | |
| Francesca Zorzetto, | |
| Elena Barbara Vannini |
| Lunedì Sostenibile del 14 Dicembre 2009 | |
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c/o:
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Spazio Pervinca, viale Stelvio 52, Milano |
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OSPITI:
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Antonio Perazzi |
| Claudia Zanfi | |
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DRINK della serata:
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vin broulè bello caldo, bottiglie di rosso |
| tisana di carcadè, spezie, agrumi e vaniglia, rossa/ natalizia | |
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DJ SET:
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electro/wave/indie di Winona |
ANTONIO PERAZZI, paesaggista, autore di progetti nazionali e internazinali di grande bellezza e poesia, docente alla facoltà di Architettura Ambientale del Politecnico di Milano ci ha parlato di una delle ricerche che sta conducendo da molti anni :” Botanica Temporanea” per la gestione concreta del patrimonio paesaggistico, sia privato sia pubblico. In particolare ha illustrato un progetto a costo zero realizzato con gli studenti all’orto botanico di Vienna, un appassionante lavoro di recupero di semi e biodiversità compiuto direttamente sul posto, scavando e ridisegnanto una vasca per le acquatiche.
CLAUDIA ZANFI, curatrice, autore, direttore di Amaze - cultural lab, una non profit per la diffusione della cultura contemporanea. Claudia ci ha ricordato il progetto The Mobile Garden dedicato all’opera di Lois e Franziska Weinberger. I due artisti, figure di rilievo nel rapporto tra arte e natura, propongono un’idea di giardino come spazio aperto alla vegetazione spontanea, con particolare attenzione alla biodiversità.
| Lunedì Sostenibile del 30 Novembre 2009 | |
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c/o:
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Spazio Pervinca |
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OSPITI:
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Araceli De La Parra |
| Maresa | |
| Tibi | |
| Francesca | |
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DRINK della serata:
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vino rosso e tisana fiorita |
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SNACK:
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frutta secca e torroni |
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DJ SET:
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electro/wave/indie di Winona |
ARACELI DE LA PARRA, designer, ha brevememte illustrato un suo progetto di orto urbano che ha incontrato scarso appoggio da parte del suo comitato di quartiere. Il progetto include alcuni arredi. Araceli ha una formazione di industrial design, dal punto di vista formale e dei materiali il suo progetto è bello e sostenibile. Araceli sarebbe felice di realizzarlo e condividerlo con “contadini urbani” interessati.
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MARESA di Playground, libero orto/giardino nel quartiere ticinese, tra via Torricelli e via Conchetta ha raccontato come è iniziata l’avventura playground. Hanno cominciato a creare una prima aiuola nel terreno abbandonato e non cintato, per testare se sarebbe stata rispettata. Dopo, a esperimento riuscito, sono usciti alla scoperto: zucchine, girasoli e rispetto per le “erbacce”, il tutto concimato con “il migliore ormone per il radicamento che esista, ovvero la cooperazione sociale libera e l’autogestione orizzontale”. Playground diventa terreno di gioco: luogo dove mangiare il panino a mezzogiorno, inventarsi una vena contadina, fare due chiacchiere con gli amici, star bene, rilassarsi. In contemporanea la nascita di www.playground.noblogs.org , cassa di risonanza degli eventi verdi della vittà, e occhio sul mondo green. Playground comunica alcune notizie/informazioni ma soprattutto uno stile di essere ortisti oggi “contro una città solo di polveri e polverosi discorsi che fanno venire la tosse e il naso che cola”, è un luogo di resistenza urbana, un innesto di entusiasmo. Diventa se necessario strumento operativo, serve a mobilitare come è successo nel caso di minaccia di sgombero delle “piantine abusive” di Playground e dell’aiuola abusiva di mister Chen, vicino a piazzale Maciachini.
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TIBI, al secolo MARIELLA BUSSOLATI, giornalista, eco attivista, è progettista e curatrice di ortodiffuso.noblogs.org. Tibi fa parte dell’Associazione del Parco Trotter, che ha ottenuto un finanziamento dalla Cariplo per impiantare un orto comunitario all’interno del parco, è in rete con i coltivatori di ortaggi sui balconi della zona città studi e ha lanciato un progetto di mappatura on line degli orti urbani. L’intento del progetto è visualizzare l’espandersi del fenomeno e quindi chiedere risposte pubbliche al desiderio dei milanesi -e dei cittadini in generale- di spazi da coltivare ad orto, che ora si trovano solo nelle periferie e che sono sostanzialmemte pensati per gli anziani, mentre la voglia di orto attraversa tutte le età.
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FRANCESCA è intervenuta per Semillas, blog su semi, piante, segreti di collettiva sapienza verde, un sito di contadini urbani, dalle parti di Niguarda. Francesca ci ha raccontato esperimenti di acclimatamento urbano di specie esotiche, la sopresa delle cavallette, l’incanto di un tramonto tra i fiori del balcone, la bellezza delle piante e i loro poteri psicotropi e non. Il tutto testimoniato da fotografie veraci, come quella pubblicata qui accanto di Yuki, agrume gigante originario dalla Cina.
| Lunedì Sostenibile del 26 Ottobre 2009 | |
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c/o:
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Spazio Pervinca |
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OSPITI:
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Caterina Saban |
| Felice Sarcinelli | |
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DRINK della serata:
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sciroppo di sambuco, preparato da Emina questa estate |
| vino rosso, dolcetto doc | |
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DJ SET:
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electro/wave/indie di Winona, per accompagnare il fitto scambio di informazioni e passioni |
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CATERINA SABAN è l’autrice di L’orto fiorito e L’orto segreto, libri per l’infanzia dove le fotografie sono un viaggio alla scoperta del meraviglioso e dell’inaspettato nella frutta e nella verdura. Entrambi i libri sono stati pubblicati da Milano Ristorazione nell’ambito del programma di educazione naturalistica e alimentare dedicato alla scuole dell’infanzia. Caterina è una artista che lavora attraverso istallazioni dal forte impatto emotico e poetico, ultimamente ne ha dedicata una al climate change. Al lunedi ha proiettato e illustrato le fotografie che ha realizzato per i libri sull’orto e ci ha anticipato alcuni progetti futuri. Coltiva gli ortaggi sul balcone di casa a Milano, la passione per le piante l’ha totalmente coivolta, continuerà la ricerca fotografica in questa direzione, occupandosi di erbe spontanee.
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FELICE SARCINELLI è erborista e fitopreparatore con laboratorio proprio e trenta anni di esperienza, al lunedi sostenibile ha illustrato i suoi progetti di trekking naturalistici alla scoperta delle erbe spontanee , commestibili e medicinali, e i corsi erboristici teorici pratici che ha ideato per le scuole medie. Portare i ragazzi a raccogliere erbe, radici, bacche spontanee e insegnare loro cosa servono fornendo le ricette per preparare a casa medicinali (sciroppi) e alimenti (marmellate o altro) è un modo molto efficace di coivolgere tutta la famiglia del ragazzo alla riscoperta di saperi dimenticati e avvicinarla alla cultura del verde. Felice ha raccontato anche la sua esperienza personale di alimurgia, lo sfamarsi con le piante selvatiche, compiuta come un vero e proprio esperimento con una doppia valenza salutistica e spirituale.
| Lunedì Sostenibile del 22 Giugno 2009 | |
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c/o:
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Spazio Pervinca |
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OSPITI:
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Alessandro Merlo |
| La terra trema | |
| Claudio Cristofani | |
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DRINK della serata:
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preparato mescolando acqua, succo di leeches o vino bianco con creme de cassis, e ribes colti in Valsesia |
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Da SEGNALARE:
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i vini de La terra trema, vignaioli de verdade |
ALESSANDRO MERLO, ricercatore Camera del Commercio di Milano, responsabile per Agricoltura, Territorio e Ambiente dell’area progetti di Agrimercati, Camera di Commercio di Milano, ha illustrato alcuni progetti di Agrimercati, volano di sviluppo del territorio della camera di Commercio, a tutela della produttività sostenibile delle aree verdi a ridosso della città. In particolare ci ha raccontato l’appoggio che Agrimercati ha dato alla creazione di Localmercato, un consorzio di produttori, i più biologici, una “Piccola Distribuzione Organizzata” che utilizzando una piattaforma software getta un ponte agevole tra i produttori e i negozi, i consumatori privati, i gruppi di acuisto solidale. Su www.localmercato.it i consumatori possono acquistare prodotti tipici e biologici freschi, di stagione, a km O, e allo stesso i produttori possono sveltire la gestione economica e burocratica delle vendite con un notevole risparmio di tempo. Un vantaggio per entrambi. Un contributo allo sviluppo di microaziende che costituiscono una parte importante per una nuova economia solidare. Una valorizzazione del territorio rurale alle porte di Milano.
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LA TERRA TREMA, gruppo di “agricoltura critica”, riunisce contadini, vignaioli, allevatori, piccoli produttori e centri sociali. Vuole supportare quei luoghi di contadini, di uomini e donne, quelle “periferie” capaci di tener vivo il territorio e di impadirne la devastazione finale. Il gruppo che ha dato il via a La terra trema abita appena oltre la periferia milanese, una zona ibrida, ancora campagna e quasi metropoli, e attraverso Paolo e Laura ha portato al lunedi l’ esperienza nata dalla frequentazione quotidiana di quel territorio che si estende a una manciata di chilometri a sud-ovest di Milano, un ambiente geografico con una forte connotazione territoriale: due grandi parchi naturali (Parco Agricolo Sud Milano e Parco del Ticino), una radicata tradizione contadina ma luogo anche di un drastico e violento cambiamento geomorfico. Cambiamenti paesaggistici dietro ai quali stanno danni ambientali, sociali, economici, culturali. Un territorio “sfinito”. La loro tesi è che la forma metropoli (la sua attitudine divoratrice di risorse ambientali, umane, territoriali) è tra i responsabili del degrado ambientale del pianeta, della crescita esponenziale delle nuove povertà nelle periferie di tutto il mondo.
Paolo di La Terra Trema ha illustrato il desiderio e il modo di opporsi al degrado:
“Lavorare la terra, coltivare un orto, imparare ad usare linux, sperimentare l’autoreddito, partecipare a gruppi d’acquisto, autoprodurre cultura, occupare aree dismesse nelle periferie delle metropoli, saperi, sapori. Sono esempi reali di quanto abbiamo chiamato micropolitiche della resistenza. Ci vogliamo situati in un luogo comune che diciamo metropolitano, un tessuto connettivo chedesideriamo autodeterminare in ogni sua forma: geografica e relazionale. Saremo soggettività quando impareremo che la partecipazione inizia dove si sappia mettere in comune i desideri, autoproducendo ricchezza (anche economica) e praticando cooperazione dal basso, partendo dal quotidiano”.
Nello specifico Critical Vine, manifestazione mercato di viticoltori che si tiene nei centri sociali di alcune città italiane, a Milano al Leoncavallo, ha salvato economicamente la vita a molti piccoli e medi produttori, creando una realtà culturale e di mercato importante. Terra e libertà/ critical wine nasce da un’idea di alcuni centri sociali occupati autogestiti (in primis la Chimica di Verona e il Magazzino 47 di Brescia), con la collaborazione di Luigi Veronelli, e si prefigge di creare un dibattito sui temi legati alla Terra, alla questione ambientale e alla qualità della vita materiale. Tra le sue realizzazioni il catalogo di autocertificazione terra e libertà/critical wine, adottato da alcuni ristoranti che riporta il prezzo sorgente del vino. La volontà è quella di accorciare la filiera che separa il produttore dal consumatore: qualità dei prodotti e qualità delle relazioni sociali che li presuppongono; tracciabilità del prodotto e del prezzo. Tutto ciò ha fatto in modo che i piccoli agricoltori -che non possono competere nella grande distribuzione- trovassero un mercato entusiasta e un riscontro critico positivo alle loro produzioni. Paolo si è mostrato scettico rispetto gli slogan con cui è stato lanciato l’Expo, “una risposta alla fame nel mondo”, in quanto formulato da un sindaco e da una giunta che nella amministrazione della città non mostrano solidarietà e accoglienza verso le fasce deboli della popolazione. Paolo ha formulato un invito ai guardiani del territorio ad uscire temporaneamente dai propri ambiti e a darsi al racconto delle proprie quotidiane resistenze.
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CLAUDIO CRISTOFANI, architetto, proprietario e gestore di 130 orti dati in affitto alla periferia di milano, promotore di www.angoloditerra.org, ispirata a Office International de Coin de Terre e des Jardins Familiaux associazione internazionale a difesa degli orti/giardini familiari, ha esposto, anche in base alla sua esperienza di proprietario e gestore di 130 orti di 75 metri quadratati dati in affitto nella immediarta periferia di Milano, il bisogno della città di spazi verdi da dedicare agli orti familiari e la necessità che questo bisogno sia considerato nel nuovo piano del governo della città in via di preparazione.
| Lunedì Sostenibile del 25 Maggio 2009 | |
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c/o:
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Comitato inquilini 1° quartiere umanitaria via Solari 40 |
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OSPITI:
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Comitato inquilini 1° quartiere umanitaria via Solari 40 |
| Roberto Brioschi | |
| Carolina Pacchi | |
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DRINK della serata:
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vino bianco |
| tisana di menta fresca raccolta in montagna, lemon grass e stevia | |
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SNACK:
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deliziose creme mediorientali da spalmare sul pane |
COMITATO INQUILINI 1° QUARTIERE UMANITARIA VIA SOLARI 40, ha illustrato l’intenzione di creare un orto comunitario come segno di rinascita da opporre allo stato di degrado in cui versa lo storico quartiere
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A questo scopo gli abitanti del quariere hanno già pulito l’ex bocciofila che versava in stato di abbandono,vogliono restituirla alla socialità, alla sostenibilità e creare una garden community. Il 1° quartiere umanitaria ha una parte importante nella storia di Milano, fu costruito in solo un anno, dal 1 aprile 1905 a fine marzo 1906 , su progetto dell’architetto Giovanni Broglio, costituisce uno degli esempi più alti dell’epoca in tema di case operaie: 11 edifici, 240 appartamenti con bagno per circa 1000 persone, più un ulteriore edificio adibito a sala conferenza, salone, teatro, lavatorio e scuola professionale. Al primo piano dei caseggiati c’erano negozi, cooperative operaie di consumo, la Bibblioteca Popolare, l’ Università Popolare e la Casa dei bambini organizzata secondo il metodo Montessori. Negli Anni Ottanta, dopo vicende travagliate, il quartiere è diventato proprietà del Comune che ha inizialmente operato in alcune palazzine delle ristrutturazioni delle parti comuni ma poi ha fermato i lavori. Abbiamo visitato il quartiere con il comitato: via via che gli appartemanti si svuotano le porte vengono murate, nella ex bibblioteca una grande buco, il tetto del teatro dove una volta si ballava è inagibile. Quale è l’intenzione del Comune? Il comitato ha intavolato un dialogo con il Comune, potete leggere i documenti sul loro sito, ma la risposta tarda ormai da anni. E’ una situazione , hanno spiegato, difficile, logorante. In questo contesto l’orto vuole essere uno strumento di coesione, di rinascita, di gioia e fare condivisi.
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ROBERTO BRIOSCHI, vicepresidente della associazione Civiltà contadina, una associazione di volontari per la salvaguardia della biodiversità che si è data la missione di salvare vecchie varietà storiche e locali di sementi da orto e alberi da frutto- ha comunicato la generosa intenzione di dare un appoggio tecnico al comitato inquilini per la creazione dell’orto comunitario. Si tratta di studiare il terreno e fare un progetto sinergico con la rotazione delle coltivazioni. Roberto ha ricordato l’importanza di difendere la qualità alimentare. “Quando mettete in un panino un “normale” pomodoro”, ha detto, “potreste benissimo mettere al posto del pomodoro un foglio di giornale aromatizzato al pomodoro, perchè si coltivano ormai per lo più qualità di pomodoro capaci di durare sul mercato “freschi” per settimane che sono sostanzialmente un ammasso di cellulosa, così come lo è la carta del giornale”. Le tante vecchie varietà agricole e contadine presenti nei piatti del pianeta stanno cedendo il passo a poche varietà commerciali e brevettate dalle multinazinali, spesso ibride, o peggio geneticamente modificate., che non si possono riprodurre se non pagando ricche roylaties alle multinazionali della farmo industria. Civiltà contadina si rivolge ai piccoli coltivatori e a chiunque, anche abitante in città, voglia esperimentare la coltivazioni di ortaggi e alberi da frutto ricchi di sapore e tradizione. Con lo slogan “il passato e il futuro del pianeta possono stare nelle mani di tutti, perchè sono piccoli semi” l’associazione offre semi di saporite specie antiche a chi si impegna a diventare “custode di semi”, ciòè a coltivare almeno una varietà in purezza e a portarla a produre dei semi da ridiffondere. Nelle inziative di Civiltà Contadina anche corsi per preservare le abilità contadine, tra cui: costruzione e restauro dei muri a secco, tecniche di bioedilizia con la terra cruda, tecniche di potatura, tecniche di coltivazione con metodo sinergico, orto-giardinoterapia.
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CAROLINA PACCHI , ricercatrice sui temi della pianificazione partecipata del territorio e autrice con i colleghi del politecnico di un libro collettivo: Per un altra città, rifessioni e proposte sull’urbanistica milanese (politecnica) ha fatto il punto sulla situazione del verde a Milano, 12 ,7 metri quadrati per abitante contando anche le aiuole spartitraffico (circa 35 ad Amsterdan, 96 a Stoccolma). Ha definito preoccupante la situazione di via Solari 40, ha invitato il comitato a fare network, a studiare come altre associazioni sono riuscite a superare situazioni difficili. Ha citato l’associazione “la città del sole - amici del parco Trotter” costituita nell’aprile del 1994 per conservare, tutelare e valorizzare l’intero patrimonio del Parco Trotter: ambientale, naturalistico, architettonico, didattico, culturale, quale bene irinunciabile specie per i bimbi- dai 0 ai 14 anni- che lo frequentano. Nel parco c’è una scuola dove i genitori si sono impegnati a gestire un orto, una fattoria, a dipingere i muri se necessario, per sostenere e sviluppare le attività didattiche ed educative della Scuola del Trotter promuovendo forme associative di cooperazione culturale e sociale. Carolina ha detto: “non bisogna mai smettere di chiedere al Comune, insistere, però allo stesso tempo è bene cercare di fare quello che si può da soli e prendere esempio dagli altri, creare rete, collaborazione”, ha invitato il comitato a visitare il Parco Trotter.
| Lunedì Sostenibile del 27 Aprile 2009 | |
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c/o:
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Spazio Pervinca |
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OSPITI:
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Emina Cevro Vukovic |
| Elena Barbara Vannini | |
| Alessandra Avallone | |
| Daniel Casarin | |
| Marco Arreghini | |
| Simone Ugolini | |
| Irene di Carpegna | |
| Ellen Bermann | |
| Marie Chantal Dumont e Duccio Machnitz | |
| Araceli De La Parra | |
| Elisabetta Tonali | |
| Cascina Santa Brera Grande | |
| Scuola di pratiche sostenibili | |
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DRINK della serata:
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lemon grass tailandese, dal gusto delicato e rinfrescante |
| vino | |
| WORKSHOPS |
“Diffondiamo la biodiversità, creiamo un orto con materiali reciclati e i semi di www.civiltàcontadina.it” a cura di ALESSANDRA AVALLONE, giornalista e food designer. Alessandra Vallone è una delle anime di “Orti in conca”, un “esperimento di democrazia dalle radici”, nato a Milano nel 2009 per salvaguardare e propagandare varietà di frutta e verdura antiche e a rischio estinzione. Per farlo, il gruppo utilizza semi locali, raccolti dall’associazione Civiltà contadina. Nella prima fase del workshop, Alessandra ha illustrato i metodi per trasformare oggetti di uso comune in recipienti adatti alla semina.Fra questi: vasetti di yogurt, confezioni di uova e bottiglie di plastica (ideali per il trapianto delle cipolle). Dopo aver introdotto i principi dell’agricoltura biodinamica, ha guidato i partecipanti a creare il proprio micro-orto da balcone, seminando rucola e insalata gentilina, barbabietole rosse, basilico, aneto. Con una sola richiesta: condividere la crescita delle piante e scambiarle con altri agricoltori urbani. Sotto forma di frutti o di nuovi semi (ma questa è un’azione riservata ai più esperti). Per espandere la biodiversità a partire dal proprio terrazzo.
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“Propagandiamo le piante intelligenti che assorbono l’inquinamento“. Emina Cevro Vukovic ha illustrato la ricerca sulle piante capaci di assorbire l’inquinamento svolta da DANIEL CASARIN del daily web magazine sulle tecnologie sostenibili www.genitronsviluppo.com, ricerca concretizzata in un EBook acquistabile nel loro sito. In un allestimento che ricordava un interno domestico l’areca (chirisalidocarpus lutescens), la lingua di suocera (sanseviera trifasciata), il potus (epipremmum aureum) facevano il loro lavoro: assorbivano co2, filtravano l’aria dalla pericolosa formaldeie e altri composti organici volatili. Nel sito di genitronsviluppo trovate un interessante articolo (oltre all’ebook), la storia di Kamal Meattle (famoso imprenditore e ambientalista indiano) che con una capacità polmonare rifotta al 30% a causa di numerose allergie, grazie a queste piante, riuscì a purificare l’aria di casa e a riguadagnare la salute. Molti bambini in città soffrono di asma, mal di testa, prurito al naso, alla gola, tutti sintomi comuni di esposizione a sostanze inquinanti presenti nell’aria, grazie a queste piante potrebbero stare meglio. Nel veloce workshop sono state illustrate anche le piante che ci proteggono dall’inquinamento negli esterni, in particolare tillandsie e edera.
Alla parete dell’allestimento domestico le tavole di MARCO ARREGHINI illustravano quanto ossigeno produce una specifica superficie verde - prato. bosco, campo agricolo - e quanto inquinamento riesce ad azzerare.
“Il giardino delle meraviglie, un percorso profumato da fare insieme” a cura di SIMONE UGOLINI, tratto dal suo progetto per le scuole “Bioalimenta il futuro - ortocircuito”.
| PICNIC |
“Erbe selvagge nella giungla metropolitana”
Nelle foto sotto- cortesia di Alberto Ferrero- i vasetti del catering realizzati grazie alle erbe spontanee raccolte da IRENE DI CARPEGNA nella Cascina Santa Brera, a 10 km da Milano.
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Irene ci ha portato parietaria (ottimo sostituto degli spinaci), la versatile ortica, menta e meravigliosi fiori di borraggine, biancospino, tarassaco. Noi (Anna, Chantal, Emina, Francesca) abbiamo usato le erbe spontanee raccolte da Irene per preparare tre diverse ricette: insalata di orzo rosa con parietaria, menta e fiori di borraggine; insalata di farro con fiori di tarassaco; dadetti di polenta alle ortiche con piselli e fiori di biancospino. Eravamo molto soddisfatte del look e del gusto dei nostri 150 vasetti. Anna e Elena hanno cotto dei buoni pani .
Come tisana avevamo lemon grass tailandese, dal gusto delicato e rinfrescante, e da bere del vino.
| TALKS |
ELLEN BERMANN, presidente dell’associazione Transition Town Italia, ci ha illustrato i tredici passi suggeriti dal movimento transition town per innescare un cambiamento sostenibile. Ellen conduce seminari in Italia (vedi sito) sul metodo transition che è estremamente interessante per il contenuto -liberarsi dalla dipendenza dal petrolio- e per il metodo con cui lavorare al cambiamento che mescola tecniche di comunicazione e marketing con un lavoro interiore e spirituale sui propri valori e dipendenze.
Ecco i punti:
1) formare un gruppo guida, 2) sensibilizzare, 3) gettare le fondamenta facendo networking con gruppi e attivisti esistenti, 4) organizzare il grande lancio dell’iniziativa, 5) costruire gruppi di lavoro, 6) utilizzare “Open Space Techmology”, il metodo di discussione ideato da harrison Owen, 7) sviluppare manifestazioni concrete e visibili del progetto per aumentare la partecipazione, 8) facilitare l’acquisizione di competenze utili quali l’orticoltura e il saper riparare, 9) costruire un ponte con le amministrazioni locali attraverso realazioni positive, 10) onorare gli anziani e il loro sapere, 11) lasciare che la transiozione vada dove deve andare, non controllarla, 12) costruire un piano di discesa energetica per liberarsi dalla dipendenza dal petrolio, 13) operare per la necessaria transizione interiore, per un ripensamento dei propri valori.
MARIE CHANTAL DUMONT, DUCCIO MACHNOTZ: missioni sostenibili. Marie e Duccio, con un un bel supporto visivo, hanno spiegato finalità e modalità di “Critical City, libera il gioco, conquista la città“. Lo scopo del progetto è rispondere al bisogno sentito da molti di potersi impegnare per la propria città , trasformando questa desiderio-attività- in un grande gioco collettivo. Andando sul sito si trovano delle missioni da svolgere, se ne sceglie una, si va sulla città reale a compierla, si documenta la missione sul sito (foto, video, testo) e si guadagnano dei punti che danno diritto a compiere missioni sempre più importanti. Critical City utilizza le nuove tecnologie per riscoprire il piacere di uscire di casa, costruire relazioni reali, provare a trasformare la propria città divertendosi e sviluppando la propria creatività. In questo modo Critical City ha un serbatoio di volontari pronti all’azione che le permette di colloborare con realtà no profit che svolgono una missione affine. Per saperne di più oltre al sito c’è blog.crticalcity.org
| INSTALLAZIONI |
ARACELI DE LA PARRA: “Acqua Viva”, sistema di recupero delle acque piovane che utilizza la tecnologia Flowform. Araceli, designer industriale, messicana, laureata a New York e master presso la Domus Academy, con questo progetta implementa le teorie e le ricerche di Vicktor Schauberg, Theodore Schwenk e John Wilhes per gestire l’acqua piovana come risorsa preziosa rispettandone le sue proprietà vitali. Acqua viva consiste in una serie di eleganti sculture Slowform che vitalizzano e purificano l’acqua. Studiato per un condomionio Acqua Viva comprende ad ogni piano un contenitore per l’acqa piovana che servirà per l’irrigazione delle piante domestiche in modo di ridurre la quanità di acqua potabile utilizzata a questo scopo.
ELISABETTA TONALI: progetti di architettura del paesaggio. Elisabetta ha presentato tre manifesti che esemplicavano ognuno un aspetto del suo modo di progettare il paesaggio. Il primo conteneva una lettura del pesaggio rurale lombardo che ne evidenziava i tratti caratterizzanti : i filari di alberi, gli accessi alle case, le rogge. Secondo Elisabetta è prioritario individuare quali sono i tratti salienti del paesaggio per poterli poi riutilizzare nelle varie progettazioni paesaggistiche legate al territorio. Il secondo manifesto conteneva progetti di giardini privati, realizzazioni già compiute. Il terzo manifesto progetti pubblici, parchi, residence. Uno stesso filo di colori e essenze locali mostrava l’armonizzazione del progetto privato e pubblico con il territorio lombardo.
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CASCINA SANTA BRERA GRANDE: campagna “Adotta un orto” e presentazione della “Scuola di pratiche sostenibili“. Pocurarsi ortaggi biologi freschi e sani, condividendo raccolta e momenti conviviali, è quanto permette la campagna adotta un orto che in maniera semplice e ludica introduce al mondo della permacultura. Durane tutto l’anno nella scuola di pratiche sostenibili si possono seguie corsi, anche residenziali, sulla bioediliza, energie rinnovabili, orticoltura, autoproduzione di saponi e cosmetici naturali, panificazione casalinga, potatura, autocostruzione di case di paglia e molto altro.
| PROIEZIONI |
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MARIE CHANTAL DUMONT ¡Pura Vida! 23 min - digitale |
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Synopsis
Yan e Vickie Levasseur, fratello e sorella canadesi, partono per il Costa Rica con l’intento di realizzare il loro sogno: comprare un pezzo di terra per viverci in modo sostenibile ed autosufficiente. Si rendono conto di come tutti quanti siamo dipendenti dal sistema industriale, economico e sociale, e si interrogano sulle nostre capacità di sopravvivenza a contatto con la natura in caso di catastrofe… Provano a tornare alle radici delle cose cercando di sviluppare la loro conoscenza sull’autosufficienza e sulla “semplicità volontaria” (downshifting).
Dato che il cibo rappresenta la base di questo tipo di ricerca, il documentario descrive anche alcuni prodotti agricoli esotici (caffè, banane, ananas, ecc.) attraverso le riflessioni e le avventure dei protagonisti.
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Synopsis
L’Azione Nazionale in bici è un progetto ideato dall’associazione Environnement Jeunesse (Ambiente Giovani) di Montreal, Canada. Alcuni gruppi di ciclo amatori partono da diverse città della provincia per percorrere 250 km in bici nel bel mezzo dell’inverno canadese. La loro destinazione? Il Parlamento della città di Quebec, dove incontreranno alcuni politici tra cui il Ministro dell’Ambiente per consegnargli delle proposte per l’ambiente (precedentemente elaborate dai partecipanti durante la pianificazione dell’intero viaggio). L’obbiettivo principale di questa azione simbolica è quello di sensibilizzare le persone sui cambiamenti climatici e di educare i più giovani ad essere responsabili a questo riguardo.
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GIULIANINA ZOPPIS, giornalista, co-fondatrice con Clara Mantica di “Best Up, bello equo sostenibile, circuito per la promozione dell’abitare sostenibile”,
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una associazione che sottolinea la necessità di unire la cultura dell’equità e della sostenibilità con l’estetica, la creatività e gli stili di vita, ha illustrato le prossime iniziative dell’associazione. Best up si occupa di design, pensa che il design non può vivere in un mondo auto-referenziato ma deve contribuire alla costruzione dell’abitare sostenibile, sia esso privato o pubblico, domestico o urbano. Best Up presenta al salone 2009 la campagna “+ life cycle design - co2: a che punto sei?” per la promozione e la diffusione - presso i professionisti, le scuole e le imprese- dell’LCD, design consapevole e socialmente responsabile che affronta i progetti dal punto di vista del ciclo di vita di un prodotto, per ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente di prodotti e servizi. Questo è un punto importante che ha sottolineato Giuliana, oggi molti parlano di sostenibilità, ma è necessario riferirsi a qualcosa di concreto e lo studio del “ciclo di vita di un prodotto” è quanto permette di avere criteri precisi.
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Durante il Salone, alla Fabbrica del Vapore, in Via procaccini 4, Best Up presenta i contributi e le esperienze che valorizzano il lavoro di chi opera nella direzione dello sviluppo sostenibile, offre-tramite appuntamenti- la possibilità di incontrare esperti per consulenze e incontri su Life cycle asseistment e Lca, report socio ambientali, e espone i risultati del workshop del Politecnico di Milano per il nuovo simbolo per il LCD. (Nel loro sito informazioni dettagliate delle iniziative). Giuliana ha invitato chi era presente a iscriversi al data base di Best Up ” circuito per la promozione dell’abitare sostenibile”, l’iscrizione è gratuita, una iniziativa generosa che mette in rete le persone che si occupano di sostenibilità, un utile punto di riferimento.
Grazie Giuliana per la tua amicizia stimolante, per l’esempio di un modo concreto di procedere verso la sostenibilità che potrebbe essere applicato anche al tema del verde urbano.
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JADER TOLJIA, medico, psicoterapeuta, ricercatore, docente al Politecnico, ci ha introdotto agli effetti che il paesaggio naturale suscita nei nostri stati di coscienza e, da questo punto di vista neurologico, ci ha spiegato l’importanza che riveste per il nostro benessere psico-fisico. Noi siamo condizionati dallo spazio in cui ci troviamo. La presenza di spazi verdi armonici all’interno delle città stimola la parte intuitiva del nostro cervello, ci permette di essere più centrati e creativi. Jader ci ha mostrato il risultato delle ricerche condotte con gli studenti durante i suoi corsi in Domus Accademy e in varie università internazionali, ci ha guidato in un percorso percettivo che è stato estremamente interessante, ci ha dimostrato tangibilmente come spazi diversi provochino stati di coscienza differenti che si manifestano in progettualità dofferenti.
Grazie Jader per l’approccio scientifico con cui hai mostrato l’importanza che riveste per noi il paesaggio verde urbano
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ELISABETTA TONALI, architetto paesaggista, consulente ambientale, ci ha raccontato quanto sia importante e redditizia una comunicazione informata, paziente e precisa per innescare processi di sostenibilità lavorando sia con i privati sia in progetti di tutela del territorio e del paesaggio. Elisabetta è architetto con una specializzazione in architettura del paesaggio conseguita in Scozia. Ha ricordato: “lavorare con le piante è lavorare con qualcosa di vivo, qualcosa in movimento, che tra un anno sarà diverso da oggi e che ha bisogno di cure”. Elisabetta quando progetta per i Comuni spesso si scontra con visioni pratiche ma riduttive del paesaggio. Gli ammnistratori chiedono: “piante sempre verdi, che non perdano foglie, che non sporchino, che non abbiano bisogno di manutenzione, punto. Però con pazienza e con una informazione documentata è possibile allargare questa visione . Molti no iniziali con spiegazioni gentili possono cambiare. La stessa cosa succede con i privati. Bisogna avere molta pazienza, parlare, spiegare l’utilità di scelte sostenibli, di risparmio energetico, di materiali ecologici, se offri spiegazioni informate le persone ti seguono”. Elisabetta propone nell’architettura materiali naturali, sostenibili e vivi: “Di una casa non mi interessa solo l’aspetto ma come è costruita, che sensazioni fisiche e psicologiche dà, e queste sono molto differenti se i materiali sono naturali, piacevoli al tatto, traspiranti, sani. Quello che mi appasiona è anche la collaborazione con colleghi e esperti di altre discipline, lavoro con un geopatologo per valutare l’energia dello spazio dove devo intervenire e con un esperto di vastu per l’armonia, il genius loci, cerco una progettualità legata ai luoghi e agli uomini”. Tra le piante Elisabetta ama partcolarmente le querce, piantarle, data la loro lenta crescita è un dono alle generazioni future, è progettare qualcosa che va al di là della propria vita.
Grazie Elisabetta per le tue parole chiavi: fornire in modo gentile informazione documentata.
| Lunedì Sostenibile del 16 Febbraio 2009 | |
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c/o:
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Spazio Pervinca |
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OSPITI:
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Andrea Cipriani |
| Elvio Annese | |
| Simone Ugolini | |
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DRINK della serata:
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Cocktail di mimosa |
| Yogi Tea energetizzante | |
ANDREA CIPRIANI, perito agrario, membro dell’ormai storico gruppo di acquisto solidale milanese Maltrainsema , ci ha illustrato a parole e con foto un progetto pilota di orto urbano condiviso per l’ auto-produzione.
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Andrea con la sua famiglia e altri dieci soci di Maltraisema si sono autotassati per pagare a un privato l’affitto annuale (700 euro, comprendente l’erogazione dell’acqua dell’acquedotto tramite un impianto e due cisterne) di due parcelle di orto, complessivamente di 150 m2. Alla fine dell’esperimento, durato un anno, sono state tirate le somme. In totale, tra affitto, piante e attrezzi, sono stati spesi circa 1000 euro e la produzione di ortaggi e stata quasi sufficiente. Dati positivi? Il piacere di coltivare un orto, la ricchezza di stimoli che questo ha rappresentato per i bambini, il piacere di condividere l’esperienza con altre famiglie. Lati problematici? Dall’esperienza Andrea si è accorto, nonostante sia un perito agrario e lavori in ambito universitario, che coltivare un orto non è così facile come potrebbe sembrare e che è necessario un sapere specifico. Far partire un orto in un terreno dove prima c’era un prato richiede una fatica non indifferente. Altra difficoltà : il progetto che era partito per essere un momento forte di condivisione tra le famiglie a volte si traduceva in un lavoro solitario, dati i problemi di gestione del tempo che gli impegni lavorativi pongono alle persone. Il giudizio finale è stato però positivo, l’orto viene ora “passato” a delle persone che lo rileveranno e il gruppo di acquisto solidare Maltraisema, forte di questa esperienza, ha presentato con l’Associazione il Giardino degli Aromi un progetto alla Provincia per il finanziamento di un orto condiviso per Maltraisema.
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ELLVIO ANNESE, documentarista, legato ai temi della socialità e della vita urbana, ha proiettato inediti spezzoni di un suo lungo lavoro di ricerca sulla Bovisa, nel suo documentario sul tema dell’orto urbano si confronta la realtà di dieci anni fa con quella di oggi.Il documentario “Terre di nessuno” verrà presentato in giugno al festival di Bellario, si tratta di un lungo straordinario lavoro sulla memoria che Elvio ha cominciato a girare alle fine degli anni ‘70 e che ha finito nel 2008, un lavoro che non è solo descrittivo e sociale ma poetico, emotivo e sentimentale. Nell’intento di Elvio dovrebbe aiutarci a guardare in faccia le persone del quartiere- che siano rom, arabi o la signora della porta accanto- senza filtri, senza preconcetti, per quello che sono, per quello che fanno, per cosa rappresentano nella quotidianità. Sul tema degli orti abusivi della Bovisa il documentario è meraviglioso, quasi un manifesto. Un abitante della Bovisa, filmato 20 anni fa, raccontava di un’area che dovevano essere smantellata ma “visto che la ruspa non viene noi cominciamo a coltivare, poi quando la ruspa verrà noi ce ne andremo”. Da allora sono appunto passati 20 anni di orti abusivi e all’interno della zona orti i pensionati hanno costruito anche un campo da bocce. Sulle qualità organolettiche delle verdure coltivate ci possono essere molti dubbi- ha sottolineato Elvio-dato che i terreni erano stati nel passato sedi di industrie molto inquinanti- ma sulla qualità del sociale e di salute psichica che venti anni di orti abusivi hanno prodotto non ci sono dubbi. Gli orti hanno generato soddisfazione, appartenenza, salute, sapere, condivisione.
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SIMONE UGOLINI, giardiniere, ha proiettato e commentato alcune foto scattate a Berlino, testimonianza di autogestione creativa del verde urbano.
Il comune di Berlino ha dato la possibilità di abitare - in una zona verde periferica -all’interno di vecchi caravan o case in legno provvisorie.A differenza che nel caso degli orti della Bovisa questo insediamento è autorizzato, ma come in Bovisa è totalmente autogestito dalle persone che ci abitano. Qui si tratta che per lo più di persone con scarse risorse economiche, relativamente giovani e provenienti da vari paesi europei.
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Questa situazione ha permesso il fiorire di una creatività estremamente interessante anche nella gestione dei verde, le foto di Simone ce lo hanno mostrato. Guardando questa documentazione viene da chiedersi: è sempre necessario che le istituzioni regolino ogni singolo cm quadrato del verde pubblico urbano, non si potrebbero lasciare più aree in libera autogestione, siamo proprio sicuri che questo significhi degrado? Non potrebbe invece significare una maggiore creatività e socialità? Sono ovviamente domande aperte.
| Lunedì Sostenibile del 26 Gennaio 2009 | |
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c/o:
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Spazio Pervinca |
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OSPITI:
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Araceli de la Parra |
| Irene di Carpegna | |
| Annagrazia Sola | |
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DRINK della serata:
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Cocktail di leeches e grappa di rosa, per gli animi più arditi: pura grappa di rosa a 52 gradi |
| Tisana di zenzero, ma proprio tanto, e zucchero di canna | |
ARACELI DE LA PARRA, designer, coordinatrice e coautore del web magazine Genitronsviluppo dedicato alla sostenibilità.
Ha brevemente introdotto il magazine (news dall’italia e dall’esterno, guide e articoli per sostenere l’ambiente, una fonte di informazioni importante per capire le più recenti direzioni della sostenibilità, con interessanti approfondimenti sul verde urbano) e illustrato Acqua Viva un suo progetto di design sostenibile, un sistema di recupero delle acque piovane basato sul lavoro di John Wekes della Healing Water Fundation (che utilizza la tecnologia Flowform): delle “grondaie aeree”, dalle eleganti forme scultoree, con un alto valore estetico e una importante funzione pratica: rivitalizzare l’acqua. In genitronsviluppo trovate le immagini e gli approfondimenti del progetto.
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IRENE DI CARPEGNA, agricoltrice biologica e coordinatrice della Scuola di Pratiche Sostenibile della Cascina Santa Brera Grande ha raccontato la sua storia veramente “tosta”, gli anni di duro lavoro necessari per trasformare una fattoria ereditata, impoverita dalla agricoltura industriale e dalla vicinanza dell’inquinatissimo fiume Lambro, in un luogo pieno di vita. Irene ha raccontato la fatica: “per distruggere la campagna basta un mese per ricostruirci la vita servono decenni”, ma anche la soddisfazione:”quando hai piantato 12.000 alberi, cosi’ piccoli che appena li vedevi e ora cammini in un bosco pieno di erbe spontanee e uccelli senti che hai fatto quello che dovevi”. Nella cascina si usa e si insegna la permacultura, un metodo di coltivazione sostenibile che integra l’uomo e l’ambiente, c’è una scuola di Pratiche Sostenibili, con corsi pratici e teorici, e l’orto condiviso con il programma “adotta un orto”. Tra i prossimi workshop, in maggio, da segnalare di Ellem Bermann, Transition Town , come i singoli organizzati possono cambiare le città.
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Ha dichiarato la Bermann in un intevista su terranauta.it :
“Una città in transizione è una realtà dove un gruppo di persone ha avviato un processo di cambiamento paradigmatico nell’insediamento dove vive. Generalmente il processo si avvia con l’obiettivo di fronteggiare la dipendenza energetica dai combustibili fossili - in particolare dal petrolio - congiunto all’estrema criticità posta dal cambiamento climatico. Il significato maggiore lo vedo non solo nelle manifestazioni concrete date da iniziative su energie rinnovabili, cibo locale, ecc, ma proprio nell’aspetto metodologico volto a mobilitare ed aggregare le persone e a farle assumere responsabilità per costruire una nuova visione del futuro che si svilupperà in un piano di discesa energetica”.
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Il tema trattato da ANNAGRAZIA SOLA, presidentessa della associazione Antheia e coordinatrice del progetti Olos e di “Il giardino dei fiori della psiche”, membro del comitato scientifico del Club di Bucarest e della Sicool, esperta di cibernetica, fiori di Bach e yoga è stato: come si collabora insieme ad un progetto comune. Annagrazia è “facilitatrice” esperta in comunicazione olistica ( una tecnica e un’arte per comprendere gli altri e farsi comprendere in modo da favorire una comunicazione soddisfacente nei gruppi di persone), lavora con le associazioni (attualmente a un progetto di ecovillaggio in val di Vara), insegna come, all’interno di un gruppo, partendo dai sogni comuni prendere decisioni e portare a termine progetti, divertendosi e crescendo insieme. Ci ha dato i temi chiave su cui lavorare: enucleare le competenze, apprezzare le diversità, valorizzare le differenze e i conflitti come fonte di creatività.
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| Lunedì Sostenibile del 15 Dicembre 2008 | |
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c/o:
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Spazio Pervinca |
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OSPITI:
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Marco Arreghini |
| Elena Barbara Vannini | |
| Sara Costello | |
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DRINK della serata:
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Christhmas vine, vino rosso bollito con spezie e irrobustito con rum |
| Tisana zenzero, cannella e mele secche, con poco miele | |
MARCO ARREGHINI autore con Matteo Michielin di La città come fabbrica di ossigeno, recente tesi di laurea allo IUV di Venezia.
Ha esposto i bei pannelli del progetto e ce li ha spiegati: cambiando dei parametri (pareti verdi, parcheggi ricoperti, energia rinnovabile, ecc…) nel 2050 Mestre potrebbe aver eliminato totalmente l’inquinamento e diventare una fabbrica di ossigeno… Tra i tanti spunti due ci sono particolarmente piaciuti:
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le palle di erba per ombreggiare gli edifici, gigantesche palle coperte d’ erba, che cadono dagli edifici come collane di perle…
la mappa integrata, la proposta di munire le città - come ora si fa con i trasporti pubblici- con una mappa che integri i percorsi pedonali e ciclabili verdi con quelli dei trasporti pubblici.
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SARA COSTELLO, agronoma, dell’Associazione il Giardino degli Aromi, ha raccontato l’esperienza della associazione nella gestione degli orti pubblici nel parco dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini, in via Ippocrate 45 a Milano. Circa sessanta persone sono coinvolte in questa zona di orti di cui una ventina collaborano con l’associazione che svolge anche attività di educazione ambientale, tenendo corsi per i bambini e le persone del quartiere. Sara ci ha mostrato delle immagini del frutteto che tutela la bio-diversità, vecchio 25 anni; del mandala delle erbe, una grande aiuola che accoglie al centro il simbolo dell’uomo, dove vengono coltivate piante utili al sistema immunitario: echinacea, basilico tulsi e ginseng; delle “aiuole alte”, realizzate in tufo, per chi non può chinarsi a terra; della introduzione negli orti di vecchie varietà, come le zucchine spinose, più resistenti e soprattutto ci ha raccontato quanto sia importante questa area orto per le persone del quartiere e per coloro che soffrono di forme di disabilità psichica, come luogo di accoglienza e amicizia e per alcuni di ri-inserimento lavorativo. Per saperne di più non resta che andare lì a guardare.
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